Dossier  Dossiers

Le immagini degli insegnanti nel cinema hollywoodiano
(Prima parte)

Images of teachers in Hollywood cinema
(Part 1)

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Notes:

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1. Introduzione: obiettivi e limiti di questo Dossier

In questo Dossier analizzeremo come il cinema hollywoodiano ha rappresentato gli insegnanti, particolarmente di scuola secondaria, negli ultimi decenni, a partire dalla metà del '900. Prenderemo in esame film in cui uno o più insegnanti sono protagonisti, ed anche film in cui gli insegnanti, pur giocando un ruolo secondario, costituiscono personaggi meritevoli di analisi.

Ci focalizzeremo solo su film hollywoodiani, in quanto l'esame di film di altri paesi comporterebbe un complesso lavoro di comparazione socio-culturale che va al di là dei limiti di questo Dossier. Infatti, come vedremo presto, qualsiasi considerazione sulla figura degli insegnanti non può prescindere dal sistema scolastico in lui lavorano, e, più in generale dalla cultura di cui essi fanno parte (e che il cinema contribuisce a definire). Tuttavia, ciò non significa che quanto diremo non possa trovare applicazione anche in altri contesti: in particolare, le categorie concettuali che utilizzeremo per condurre la nostra analisi possono essere adottate o adattate per analizzare in modo simile come il cinema di altri paesi contribuisca a definire l'immagine degli insegnanti nel proprio contesto socio-culturale. Inoltre, a livello più superficiale, non sarà difficile per il lettore fare confronti e istituire collegamenti con le immagini degli insegnanti prevalenti nella propria cultura. (La sezione Vuoi saperne di più? al termine del Dossier suggerisce alcuni approfondimenti in merito.)

2. Il ruolo dei film nella costruzione delle immagini mentali

Le immagini degli insegnanti costituiscono delle percezioni e rappresentazioni mentali che ognuno di noi si costruisce riguardo a queste figure (come riguardo a qualsiasi altro elemento del contesto sociale in cui viviamo). Si tratta di convinzioni, cioè di costruzioni cognitive, strettamente legate ad atteggiamenti, cioè a disposizioni affettive, ad esempio di accettazione o rifiuto, di accordo o disaccordo, di giudizio positivo o negativo. Queste convinzioni, atteggiamenti e conseguenti aspettative sono socialmente condivisi, e costituiscono una parte importante della cultura popolare propria di ogni società. (Si veda il Dossier Aspettative, atteggiamenti e strategie: un ponte tra schermo e spettatore.)

"I film ed altri media popolari definiscono la realtà e giocano un ruolo chiave nel plasmare [la nostra] storia. Ciò avviene ... nella stessa selezione di un argomento per un film in quanto invia un potente messaggio ai membri della società riguardo a ciò che è importante. Inoltre ... la materia di un film funziona come un filtro attraverso cui vengono esaminati i nostri valori e vengono plasmate le nostre percezioni ... consciamente o no, i film servono come espressione dei nostri valori e spesso suscitano passioni profondamente radicate. Ed alcuni film ... hanno il potere di farsi strada nelle nostre fantasie collettive e alterare in modo permanente il modo in cui percepiamo e interpretiamo la nostra vita e i nostri tempi" (Nota 1)

Qualsiasi argomento trattato da un film non è mai neutro, sia per il fatto di essere stato scelto, sia per il modo in cui viene affrontato. Il cinema, al pari di molti altri media e forme espressive, da una parte riflette le immagini presenti nell'inconscio collettivo, e dall'altra parte contribuisce, con le rappresentazioni che fornisce, a forgiare e a modificare queste stesse immagini. Non dimentichiamo che il cinema (e in particolare il cinema hollywoodiano) è, innanzitutto, un mercato produttivo, in cui la scelta dei film da produrre, e i modi in cui vengono prodotti, dipendono in larga misura dall'interesse che potenzialmente possono suscitare nel pubblico (o nei pubblici) di riferimento:
ad esempio, negli ultimi decenni le figure degli insegnanti hanno rappresentato una delle maggiori attrattive per il mercato dei (pre)adolescenti, che costituisce il più importante pubblico di spettatori negli USA (e, parallelamente, il più grande gruppo sociale di cui gli insegnanti stessi si fanno carico!).

"Raramente i film hollywoodiani sugli insegnanti sono accurati riguardo a quanto accade nelle scuole e agli insegnanti; non si pretende che [questi film] descrivano come in concreto gli insegnanti insegnano o gli studenti si comportano. Ci si aspetta che questi film ottengano buoni incassi. Ma essi in effetti fanno qualcosa di più, che è meno ovvio: esprimono ansie sociali di più vasta portata - ansie che gli americani provano nei confronti dell'educazione" (Nota 2).

1. Introduction: objectives and limits of this Dossier

In this Dossier we will take a look at how Hollywood cinema has represented teachers, particularly high school teachers, in the past few decades, starting from the '50s. We will examine movies which see teachers as the main characters, as well as movies in which teachers, although playing a secondary role, are figures worthy of consideration.

We shall focus only on Hollywood films, since the analysis of films coming from other countries would imply a complex socio-cultural comparison which is beyond the scope of this Dossier. As a matter of fact, as we shall soon see, any analysis of teachers' images cannot ignore the school system in which they work, and, more generally, the culture they belong to (and which cinema helps to define). However, this does not mean that what we will say cannot be applied to other contexts too: more specifically, the
conceptual categories we will use to carry out our analysis can be adopted or adapted to analyze in a similar way how cinema in other countries helps to define teachers' images in each socio-cultural context. Besides, at a more superficial level, readers will have no problems in making comparisons and find out links with teachers' images in their own countries. (The Want to know more? section at the end of the Dossier suggests a few additional references).

2. The role of movies in building mental images

Teachers' images are
perceptions and mental representations which each of us builds with respect to these figures (as well as with respect to any element of the social context in which we live). We are talking about beliefs, i.e. cognitive constructions, strictly linked to attitudes, i.e. affective dispositions, for example acceptance or refusal, agreement or disagreement, positive or negative judgment. These beliefs, attitudes and relevant expectations are socially shared, and consitute an important part of the folk culture of each individual society. (See the Dossier Expectations, attitudes and strategies: a bridge between screen and audience.)

"Movies and other popular media define reality and play a key role in shaping history. This is done ... in the very selection of a movie theme in that it sends a powerful message to the members of society about what is important. Moreover ... the substance of a film serves as a filter through which our values are examined and our perceptions shaped ... consciously or not, films serve as an expression of our values and often stir deep seated passions. And some films ... have the power to work their way into our collective dreamscape and permanently alter the way we perceive and interpret our life and times" (Note 1).

Any topic dealt with in a film is never neutral, both for the fact that it has been selected among others and for how it is treated. Cinema, like many other media and expressive forms, on the one hand reflects the images of our collective subconscious, and on the other hand helps to shape and modify these very images through the representations it offers. We should not forget that cinema (and particularly Hollywood cinema) is, first of all, a productive market, in which the choice of films to be produced, and the ways in which they are produced, depend mostly on the interest they can potentialloy arouse in the relevant audience (or audiences): for example, in the past decades teachers' figures have proven to be one of the greatest attractions for the (pre)adolescent market, which makes up for the the most important audience in the USA (and, at the same time, the greatest social group teachers themselves are supposed to care for).

"Seldom are made-in-Hollywood films about teachers accurate about what happens in schools and teachers; they are not supposed to capture how teachers actually teach or students behave. These films are expected to make money. But they do something else that is less obvious: they express larger social anxieties that Americans feel about education" (Note 2).
3. Gli "scenari" e i contesti dei film sugli insegnanti

                                
Freedom writers
(di Richard Lagravenese, USA 2006)

Sono stati, un po' provocatoriamente, suggeriti due "scenari" tipici dei film hollywoodiani sugli insegnanti:

- nel primo scenario, "un insegnante idealista, fresco di università, ottiene il suo primo incarico, preferibilmente in una infernale scuola urbana. Incontra studenti "difficili" e colleghi cinici. Prova a utilizzare dei metodi che aveva imparato a scuola, senza risultati. E' sul punto di rinunciare quando [improvvisamente] "fa breccia" negli studenti. Scopre di essere, dopo tutto, un insegnante "per natura". Decide di restare un altro anno";

 - nel secondo scenario, "un insegnante idealista e dotato entra in collisione con l'amministrazione perchè insegna agli studenti più che fatti e numeri. Ciò porta a [qualche] tragico avvenimento, del quale viene incolpato l'insegnante. Il preside licenzia l'insegnante, restituendo alla scuola il suo "giusto" ordine" (Nota 3)

E' pur vero che in questi ultimissimi decenni le immagini degli insegnanti sono in parte cambiate, ma nel senso di rappresentare spesso figure negative, sia dal punto di vista personale che da quello professionale: ne sono testimoni film come School of rock, Bad Teacher e Half Nelson (su cui torneremo), che almeno in parte sembrano corrispondere ad un diffuso sentimento di fallimento e di inefficacia da parte degli insegnanti e dell'intero sistema scolastico, Gli insegnanti in questi film possono persino diventare personaggi violenti o caricature comiche ...

In ogni modo, negli scenari "tipici" di moltissimi film hollywoodiani, i contesti in cui lavorano gli insegnanti sono altrettanto (se non acora più) importanti delle caratteristiche personali degli insegnanti stessi. Di fatto, non si può analizzare la figura di un insegnante senza prendere in considerazione il tipo di scuola e la sua relativa collocazione socio-culturale all'interno del sistema scolastico americano. Semplificando al massimo, diremo che tre sono i principali tipi di scuola secondaria presenti negli USA (e rappresentati quindi nei film): le scuole "urbane" (inner-city schools), popolate da una varietà di etnie e classi sociali in contesti socioculturali generalmente più o meno degradati; le scuole "suburbane" (suburban schools), frequentate in maggioranza da una popolazione borghese o "di classe media", prevalentemente di americani bianchi; e le scuole private o i college "di èlite", il cui scopo fondamentale è di preparare gli studenti agli studi universitari.

Nonostante l'enorme diversità di questi contesti, c'è un elemento che li accomuna: l'etica dell'individualismo, tipica della società americana, e in particolare della sua classe media. Dagli studenti in tutte queste scuole ci si aspetta che ottengano risultati grazie al loro impegno, al loro senso di responsabilità e alla motivazione che (si suppone) regna nei loro cuori, nonostante le difficoltà che la maggior parte di loro deve superare: dall'incomprensione o indifferenza delle famiglie all'apatia dei loro compagni, dall'inefficienza delle scuola ai limiti imposti da condizioni sociali di povertà e dai conflitti etnici e di classe. Tuttavia, al di là di questi tratti comuni, sono poi evidenti grosse differenze a seconda dei tipo di scuola che viene rappresentata.

4. Le scuole "d'èlite" e le scuole "suburbane"
 
         
                            
L'attimo fuggente
(di Peter Weir, USA 1989)
 

Nelle scuole "d'élite" frequentate dai figli dell'alta borghesia, gli studenti devono fronteggiare sfide diverse da quelle delle scuole "urbane", dove regnano conflitti etnici e di classe. Qui il conflitto sembra essere costituito dai rigidi obiettivi di successo accademico (queste scuole hanno il preciso compito di preparare gli alunni al loro ingresso in università, possibilmente università prestigiose) e il bisogno di autonomia, indipendenza e libera espressione di sè. Si tratta di studenti oppressi dalle richieste delle famiglie, costretti a subire una disciplina ferrea e ad identificarsi con le restrizioni imposte dalla classe sociale di cui fanno parte. Di conseguenza, il ruolo del "bravo" insegnante è quello di un "estraneo" al sistema, che cerca di trascendere i limiti del curricolo tradizionale per aiutare i suoi studenti ad esprimere al meglio la loro personalità e le loro potenzialità, anche contro le regole imposte dall'istituzione e avallate dalle famiglie. Nessun film ha forse rappresentato meglio questo contesto di L'attimo fuggente, con il suo eroe, il Professor Keating, che letteralmente ammalia i suoi studenti con le sue proposte alternative e il suo anelito di libertà e di creatività.

3. "Scenarios" and contexts in movies about teachers
         
 
                   
Freedom writers (by Richard Lagravenese, USA 2006)

Two typical "scenarios" of Hollywood movies about teachers have (a bit provocatively) been suggested:


- in the first scenario, "Idealistic teacher, fresh out of college, gets first teaching job, preferably at hellish inner-city school. Encounters "difficult" students and cynical colleagues. Tries teaching methods learned in school, to no avail. On the verge of giving up when breakthrough occurs with students. Discovers he or she is a "natural" teacher after all. Decides to sign up for another year";

- in the second scenario, "Idealistic, gifted teacher runs afoul of the administration by teaching students more than just facts and figures. This leads to tragic incident, for which teacher gets blamed. Principal (or headmaster) fires teacher, restoring school to "proper" order" (Note 3)

It is also true that in the past few decades teachers' images have somewhat changed, but in the sense that they are often identified with negative figures, both from a personal and a professional viewpoint: witness movies like School of rock, Bad Teacher and Half Nelson (which we shall mention later), which at least partially seem to correspond to widespread feelings of failure and inefficiency of both teachers and the school system as a whole. Teachers in such movies can even be represented as violent characters or comic caricatures ...

In any way, in the typical "scenarios" of many Hollywood movies, the contexts in which teachers work are as important as teachers' personal characteristics (if not more important). As a matter of fact, a teacher's figure cannot be analysed without considering the type of school and its relative socio-cultural position within the American school system. In a few words, we can say that there are three main types of high school in the USA (which are also portrayed in movies): inner-city schools, attended by a variety of ehtnic groups and social classes in more or less deteriorated sociocultural contexts: suburban schools, attended mostly by middle-class, white American students; and private schools or "élite" colleges, whose main aim is to prepare students for university.

Despite the huge diversity of these contexts, they share a common element: the ethics of individualism, which is typical of American society, and particularly of its middle class. What is expected from students in all these schools is that they get results thanks to their commitment, their sense of responsibility and the motivation they are supposed to possess, despite the difficulties most of them have to overcome: from their families' lack of comprehension and indifference to their classmates' apathy, from the inefficiency of schools to the limits due to poor social conditions and ethnic and social conflicts. However, if we look beyond these common features, huge differences are obvious according to the type of school a movie is set in.





4. "Elite" schools and suburban schools

         
                           Dead poets' society (by Peter Weir, USA 1989)

In "élite" schools, attended by the upper class population, students are called to face challenges which are different from the ones that prevail in inner-city schools, where ethnic and social conflicts are the norm. In the former schools, the conflict seems to be identified with the rigid objectives of academic success (such schools' main task is to prepare students for university entrance - possibly prestigious universities) and the students' need of autonomy, independence and free expression. Such students are often oppressed by family demands, obliged to follow a strict discipline and to identify with the restrictions which are part and parcel of the social class they belong to. Therefore, the "good" teacher often identifies with an "outsider" with respect to the school system - someone who tries hard to go beyond the limits of the traditional curriculum to help her/his students to express their personality and potentialities to the best, even against the rules imposed by the system and backed up by the families. Perhaps no movie has portrayed such a context better than Dead poet's society, with its hero, Professor Keating, who literally fascinates his students with his alternative methods and his yearning for freedom and creativity.
    
                    Election (di/by Alexander Payne, USA 1999)

Al contrario, nelle cosiddette scuole "suburbane", frequentate dai figli della classe media, la posta in gioco non è tanto il successo accademico quanto il desiderio degli studenti di affrancarsi dall'oppressione dei genitori, desiderosi di assicurare ai loro figli almeno lo stesso livello di vita che essi sono riusciti a raggiungere, e la conseguente conformismo che regna nell'ambiente scolastico, anche tra gli studenti stessi. Spesso i film in questi contesti si concentrano proprio sugli studenti, sul loro sforzo di superare i miti della "popolarità" e dello "status" a scuola per trovare se stessi, una loro identità contro l'autoritarismo dei genitori e della scuola. Nella prima scena qui sopra, da Election, il Professor McAllister si presenta come un insegnante soddisfatto del suo lavoro e dedito alla cura dei suoi studenti ("Non potrei fare altro nella vita"): il suo scopo è cercare di destare gli interessi dei suoi studenti, cercare di farli pensare, "preparandoli alle difficili scelte etiche e morali che avrebbero dovuto prendere una volta diventati adulti". Il suo antagonista diventa allora Tracy, una ragazza arrivista e disposta a tutto pur di raggiungere i suoi scopi: la vediamo alzare subito e sempre la mano per rispondere alle domande che fa l'insegnante. Nella seconda scena, il Professor McAllister cerca di convincere uno studente a concorrere per un posto nel consiglio scolastico degli studenti, proprio contro Tracy, l'unica candidata in lizza. Mc Allister spiega: "Una persona sicura di vincere in un certo senso mina la stessa idea di democrazia, non credi? ... suonerebbe più come una dittatura, come abbuiamo studiato", poi ricorre ad una metafora: "se hai sempre mangiato mele, ma ti si presenta un'arancia, hai una scelta, e questa è la lezione della democrazia". In queste scuole "suburbane", il ruolo dell'insegnante è di stimolare consapevolezza critica e una maggiore partecipazione alla vita democratica della scuola.

5. Le scuole "urbane" e ciò di cui hanno bisogno ...

On the other hand, in the so-called "suburban" schools, attended by middle-class students, the issue at stake is not so much academic success as student's desire to free themselves from their parents' oppression - parents who are anxious to ensure that their children reach at least the same level of life quality that they so successfully enjoy - as well as from the conformism of the school context, which students themselves share. Movies in such contexts often focus on the students, on their effort to overcome the myths of "popularity" and "school status" to find their own identity against the authoritarian pressure of their parents and their school. In the first sequence above, from Election, Professor McAllister introduces himself as a teacher satisfied with his job and dedicated to his student's well-being ("I couldn't do anything else in my life"): his aim is to arouse his students' interests, to try to train them to think, "preparing them for the difficult ethical and moral choices that they would have to make once they grow up". His antagonist then becomes Tracy, a "social climber", ready to do anything to reach her objectives: we see her always and immediately raising her hand  to answer the teacher's questions. In the second sequence, Professor McAllister tries to convince a student to run for the position of students' council president, right against Tracy, who is at the moment the only candidate. McAllister explains: "One person assured of victory kind of undermines the whole idea of democracy, don't you think? ... I mean that'd more like dictatorship, like we studied", then he has recourse to a metaphor: "If all you ever knew were apples ... but then one day there's an orange ... and now you can make a decision ... that's democracy". In these "suburban" schools, the teacher's role is to stimulate critical consciousness and a greater participation in school's democratic life.

5. Inner-city schools and what they need ...


Il seme della violenza/Blackboard jungle (di/by Richard Brooks, USA 1955

Ma è soprattutto sulle scuole "urbane" (inner-city schools) che il cinema hollywoodiano ha prodotto il maggior numero di film, a partire dalla metà del secolo scorso. Come si è detto, questo tipo di scuole è localizzato generalmente in quartieri urbani degradati, socio-economicamente depressi, popolati in larga misura da diverse etnie (afro-americani, latino-americani, portoricani, ecc.), e teatro di violenze e di forti contrasti, spesso tra bande giovanili, legati allo spaccio di droga, alla prostituzione, e ad altri mercati illeciti. "La rappresentazione che Hollywood dà della vita urbana e delle scuole urbane in genere riflette la tesi della "cultura della povertà". Questa visione sostiene che i residenti di quartieri urbani poveri sono poveri non perchè affrontano una discriminazione razziale e/o di classe o perchè manca loro l'accesso a stabili opportunità di lavoro. Piuttosto, si sostiene che i poveri urbani sono diventati tali perchè possiedono i valori sbagliati e gli atteggiamenti sbagliati nei confronti della scuola, del lavoro e della famiglia". (Nota 4).

I valori e gli atteggiamenti di queste fasce di popolazione impediscono loro di adottare gli ideali di vita della classe media e in tal modo di integrarsi nella cultura dominante, che prevede scopi materiali, una mentalità razionale, fiducia in se stessi e nell'efficacia dello sforzo personale per arrivare al successo. Si sostiene in tal modo che questi valori e atteggiamenti "disfunzionali" non abbiano nulla a che vedere con le contestuali condizioni socio-culturali, che spesso sono il risultato di limitati investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell'educazione, e così via. Di conseguenza, si suppone che questo tipo di problemi si possano risolvere con sforzi individuali piuttosto che con interventi strutturali pubblici. Come ebbe a dire il Presidente George W. Bush, "Molta della povertà attuale ha più a che fare con delle vite turbate piuttosto che con un'economia turbata. E spesso quando si spezza una vita, può essere ricomposta solo da un altro essere umano premuroso e impegnato" (Nota 5).

E quale migliore essere umano "premuroso e impegnato" di un "buon insegnante"? Come quello che in Il seme della violenza affronta quella che il titolo originale del film definisce "la giungla della lavagna" ... (il film è rimasto famoso anche perchè per la prima volta al cinema la colonna sonora comprendeva un brano rock: Rock around the clock di Bill Haley).

6. Il "buon" insegnante

Come rappresenta Hollywood il "buon" insegnante - o, per meglio dire, l'insegnante più adatto a gestire le difficili situazioni delle scuole urbane? Dalton (1995) ne ha dato una definizione dettagliata: "Tipicamente, è un "estraneo" che non è di solito amato dagli altri insegnanti, che sono tipicamente annoiati dagli studenti, ne hanno paura, o sono desiderosi di dominarli. Il "buon insegnante" si fa coinvolgere dagli studenti a livello personale, impara da quegli studenti, e solitamente non ha un buon rapporto con gli amministratori. A volte questi "buoni" insegnanti hanno un acuto senso dell'umorismo. Essi inoltre personalizzano spesso il curricolo in modo da venire incontro ai bisogni quotidiani nelle vite dei loro studenti" (Nota 6). Nei paragrafi successivi, seguiremo l'analisi proposta da Dalton.

6a. Il "buon" insegnante è un "outsider"
However, it is about "inner-city schools" that Hollywood cinema has produced most movies, starting from the '50s. As we said, this skind of schools is generally to be found in deteriorated urban districts which are in poor socio-economic conditions and are largely populated by different ethnic minorities (Afro-Americans, Latin-Americans, Puertoricans, etc.) - districts which witness daily violence and sharp contrasts, often between youth gangs, linked to drug pushing, prostitution, and other illegal markets. "Hollywood's depiction of urban life and urban schools generally reflects the culture-of-poverty thesis. This view holds that residents of poor inner-city neighborhoods are poor not because they face racial and/or class discrimination or because they lack access to stable employment opportunities. Rather, it is argued that urban poor are impoverished because they have the wrong values and the wrong attitudes about school, work, and family" (Note 4)

The values and attitudes of these segments of population prevent them from adopting the middle-class life ideals and thus from integrating themselves into the dominating culture, which entails material aims, a rational frame of mind, self-reliance and a belief in the effectiveness of personal effort in reaching success. In this way we are shown that such "dysfunctional" values and attitudes have nothing to do with the socio-cultural condition of the context, which are often the result of limited investment in infrastructures, health, education, and so on. Therefore, we are supposed to believe that this kind of problems can be solved through individual efforts rather than with structured public action. As President George W. Bush remarked, "Much of today's poverty has more to do with troubled lives than a troubled economy. And often when a life is broken, it can only be restored by another caring, concerned human being" (Note 5)

And who can be a "caring, concerned human being" better than a "good teacher"? Just as the one who in The blackboard jungle faces what is implied in the same title of the movie ... (which, by the way, is also famous because for the first time in movie history the musical score included a rock song, Rock around the clock, by Bill Haley).

6. The "good" teacher

How does Hollywood cinema represents the "good" teacher - or, to be more precise, the teacher who is most suitable to deal with the difficult situations of inner-city schools? Dalton (1995) gives a detailed description: "Typically, he or she is an outsider who is usually not well-liked by other teachers, who are typically bored by students, afraid of students, or eager to dominate students. The 'good teacher' gets involved with students on a personal level, learns from those students, and does not usually fare very well with administrators. Sometimes these 'good' teachers have a ready sense of humor. They also frequently personalize the curriculum to meet everyday needs in their students' lives" (Note 6). In the following paragraphs we will follow Dalton's line of thought.


6a. The "good" teacher is an outsider

 
School of rock
(di/by Richard Linklater, USA 2003)

Il tipico insegnante hollywoodiano è spesso una persona che è "estranea" (outsider) rispetto al sistema. Si tratta a volte di persone che hanno alle spalle altre esperienze, oppure di professionisti che, per ragioni economiche, decidono di insegnare "per ripiego", cioè in mancanza di meglio. Ciò, se da una parte identifica persone senza alcuna esperienza precedente di insegnamento, non impedisce loro di svolgere ottimamente il loro lavoro, al punto che alla fine "si scoprono insegnanti nati" e decidono di restare nella scuola che li ha accolti.

E' il caso, ad esempio, del Prof. Thackery (Sidney Poitier), che, in La scuola della violenza (di James Clavell, USA 1967), pur avendo una prestigiosa laurea alle spalle, non riesce a trovare lavoro e accetta dunque un incarico di insegnamento; il Prof. Dadier (Glenn Ford), in Il seme della violenza (di Richard Brooks, USA 1955), si adatta a insegnare in una scuola urbana pur non smettendo di cercare una posizione migliore; il Prof. Escalante (Eward James Osmos), in La forza della volontà (di Ramon Menendez, USA 1988) rinuncia ad un lavoro di prestigio in un'industria per insegnare ad una classe di latino-americani; il Prof. Shoupe (Mark Harmon), in Summer school - Una vacanza da ripetenti (di Carl Reiner, USA 1987), è un'insegnante di educazione fisica costretto ad insegnare inglese in un corso di recupero estivo; il Prof. Holland (Richard Dreyfuss), in Goodbye Mr Holland (di Stephen Herek, USA 1995) è un musicista ambizioso che, in attesa di comporre una grandiosa sinfonia, si adatta a insegnare in un liceo di una piccola cittadina; il Prof. Finn (Jack Black), in School of rock (vedi qui sopra), è un musicista che, cacciato dalla sua stessa band, va a fare il supplente in una scuola prestigiosa; per arrivare al Detective Kimball (Arnold Schwarzenegger) che, in Un poliziotto alle elementari (di Ivan Reitman, USA 1990), per catturare un narcotrafficante si mette a insegnare in una scuola materna.

In tutti questi casi, l'insegnante, pur avendo una preparazione didattica inadeguata se non inesistente, secondo il tipo modello individualista di cui abbiamo parlato, finisce per avere successo e per diventare un insegnante a tutti gli effetti. Il messaggio che traspare da molti di questi esempi, di insegnanti eccentrici, ma nello stesso tempo "catalizzatori", illuminati ed "ammalianti", tuttavia, è molto ambiguo: i docenti non professionisti sembrano funzionare meglio dei loro colleghi, come se, in fondo, chiunque, con un po' di buon senso e molto impegno, potesse insegnare, e insegnare "bene".

6b. Il "buon" insegnante si fa coinvolgere dagli studenti a livello personale

The typical Hollywood teacher is often an "outsider" with respect to the system. She/He can have had other experiences, or be a professional person who, for economic reasons, decides to teach "as a makeshift", for lack of something better. This, although describes them as people who have no previous teaching experience, does not prevent them from doing their job in an excellent way, up to the point that they eventually discover that they are "born teachers" and decide to stay in the school they were sent to.

This is the case, for example, of Prof. Thackery, who, in
To Sir with love (by James Clavell, USA 1967), though having a prestiguous degree, cannot find any job and thus accepts a teaching post; Prof. Dadier in Blackboard jungle (by Richard Brooks, USA 1955) resigns himself to teaching in an urban school while searching for a better position; Prof. Escalante (Edward James Osmos) in Stand and deliver (by Ramon Menendez, USA 1988) gives up a prestigious job in a big company in order to teach a class of Latin-Americans; Prof. Shoupe (Mark Harmon) in Summer school (by Carl Reiner, USA 1987) is a Physical Education teacher obliged to teach English in a summer remedial course; Prof. Holland (Richard Dreyfuss) in Mr Holland's opus (by Stephen Herek, USA 1995) is an ambitious musician who, while labouring to compose a magnificent symphony, resigns himself to teaching in a small town's high school; Prof. Finn (Jack Black) in School of rock (see above) is a musician who, after being kicked out of his own band, takes up a temporary teacher's job in a prestigious school; not to mention Detective Kimball (Arnold Schwarzenegger) who in Kindergarten cop (by Ivan Reitman, USA 1990) starts teaching in a nursery school in order to be able to catch a drug pusher.

In all these cases, the teacher, though having an inadequate if not non-existent teaching experience, according to the
individualist model we mentioned before, ends up being successful and becoming a "fully qualified" teacher. The message that all these examples of weird (but at the same time enlightened and fascinating) teachers sends the audience, however, is very ambiguous: non-professional teachers seem to "work" better than their colleagues, as if, after all, anybody, with a bit of good sense and a lot of commitment, could teach, and teach "well".





6b. The "good" teacher gets involved with her/his students at a personal level
 
Conrack (di/by Martin Ritt, USA 1974)

Il "buon" insegnante, spesso posto in situazioni difficili se non disastrose, riconosce presto che la sua didattica non può aver effetto se prima non instaura con i suoi studenti un rapporto personale, che tenga conto della situazione di partenza e del contesto in cui essi vivono. Per far ciò, punta innanzitutto a costruire un clima di classe sereno e collaborativo, dando voce agli studenti e ai loro problemi, ed anche lasciandosi a volte coinvolgere in modo personale. Questo suo atteggiamento naturalmente non è spesso ben visto da colleghi e dirigenti (come vedremo meglio più avanti), in quanto rompe con la tradizione e si mette in aperto conflitto con la routine quotidiana in cui si trascina stancamente l'attività della scuola.

Ad esempio, la Prof.ssa Dunn (Diane Keaton), in
In cerca di Mr. Goodbar (di Richard Brooks, USA 1977), insegna in una scuola per sordomuti e non esita ad infrangere le regole per ottenere apparecchi acustici adeguati per i suoi studenti; la Prof.ssa Gruwell (Hilary Swank), in Freedom writers, deve superare la forte contrapposizione, l'aperta ostilità ed il pregiudizio dei suoi studenti, e per questo cerca di instaurare con loro un rapporto personale; il Prof. Conroy (Jon Voigt), in Conrack (vedi qui sopra), fa di tutto per combattere la condizione di povertà ed ignoranza dei suoi piccoli studenti, e per questo non esita ad organizzare uscite e a coccolarli in classe, trasmettendo loro non solo concetti ed idee, ma soprattutto il calore personale e l'intimità di un rapporto molto stretto. Molto frequenti sono poi i film sugli allenatori sportivi (coaches), figure di primo piano nelle scuole e nei centri sportivi americani: in Ogni maledetta domenica - Any given Sunday (di Oliver Stone, USA 1999), ad esempio, il coach D'Amato (Al Pacino), in violenta opposizione con la proprietaria della squadra, convince i suoi giocatori a dare il massimo con una serie di discorsi ed esortazioni che dimostrano tutto il suo impegno e coinvolgimento personale.

Ma il rapporto tra insegnante e studenti non è a senso unico: capita anche che gli insegnanti imparino qualcosa dai loro studenti. E' tipico di diversi film che la "trasformazione" che subisce uno studente particolarmente brillante, grazie all'azione dell'insegnante, si riverberi anche sull'insegnante stesso, che diventa in tal modo più consapevole di se stesso e della strada che vuole percorrere. E' quello che, in Il seme della violenza, accade tra lo studente-leader Miller (Sidney Poitier) e il suo insegnante, il Prof. Dadier (Glenn Ford): una volta superata la violenta opposizione iniziale, arrivano a sttringere un patto: se Miller non lascerà la scuola (come aveva intenzione di fare), ma continuerà i suoi studi, anche il Prof. Dadier accetterà di rimanere nella stessa scuola, smettendo di cercare una posizione migliore. E alla fine Miller finisce col dire al suo insegnante, "Suppongo che tutti imparino qualcosa a scuola - anche gli insegnanti". Insomma, la "catarsi" che questi insegnanti sembrano operare, soprattutto in alcuni studenti particolarmente sensibili e dotati, riguarda anche loro stessi e la loro personalità.

6c. il "buon" insegnante è spesso in conflitto con i colleghi e con l'istituzione

"Good" teachers, when placed in difficult if not desperate situations, soon realize that their teaching cannot be effective if they first do not build a personal relationship with their students - one which takes into account their starting level and the context in which they live. To this end, they aim to build a non-threatening, cooperative class climate, allowing students to express themselves and their problems, and even letting themselves to be involved at a personal level. Such attitudes are obviously not accepted by their colleagues and headmasters (as we shall soon see), since they break with tradition and start up an open conflict with the daily lazy routine which involves all school activities.

For example,
Prof. Dunn (Diane Keaton), in Looking for Mr Goodbar (by Richard Brooks, USA 1977) teaches in a school for deaf-mute students and does not hesitate to break school norms in order to obtain hearing aids which her students need; Prof. Gruwell (Hilary Swank) in Freedom writers has to overcome her students' strong confrontation, their open hostility and their prejudices, and to this end tries to build a personal relationship with them; Prof. Conroy (Jon Voigt), in Conrack (see above) does everything he can to fight his students' situation of poverty and ignorance, and soon organizes school trips and fondles them in class, thus sharing with them not just ideas and concepts, but first and foremost his personal warmth and the intimacy of a personal relationship. Movies about coaches also abound. Coaches are important figures in American high schools and sports centres: in Any given Sunday (by Oliver Stone, USA 1999), for example, coach D'Amato (Al Pacino) in violent opposition to the owner of the team, persuades his players to give their best with a series of talks and exhortations which show his personal commitment and involvement.

However, the teacher-student relationship is not one-way: teachers happen to learn something from their students. It is not uncommon in several movies that the "transformation" that a particularly brilliant student undergoes, thanks to his/her teacher, is reflected back to the teacher herself/himself, who then becomes more aware of her/his own self and the route she/he wants to take. This is what happens in
Blackboard jungle between the student-leader Miller (Sidney Poitier) and his teacher, Prof. Dadier (Glenn Ford): if Miller doesn't leave school (as he intended to do) but will continue his studies, Prof. Dadier, too, will remain at the same school, giving up his search for a better job. And eventually Miller says to his teacher, "I guess everyone learns something in school - even teachers". In this way the "catharsis" that such teachers seem to operate, particularly towards a few sensitive and endowed students, concerns their own selves and their personality.




6c. The "good" teacher often comes into conflict with colleagues and the institution

  

Pensieri pericolosi/Dangerous minds (di/by John N. Smith, USA 1995)
Note: The English video (on the right) must be watched through YouTube. Click on Guarda questo video su YouTube

Essendo un outsider, estraneo al sistema scolastico e alle sue rigide convenzioni, il "buon" insegnante è per forza di cose in contrapposizione più o meno violenta con i colleghi, descritti spesso come persone apatiche o ciniche, rassegnate ad un lavoro di routine che non produce nessun risultato per i loro studenti, oppure apertamente ostili ad ogni innovazione che modifichi lo status quo e li obblighi a mettersi in discussione. In Su per la discesa (di Robert Mulligan, USA 1967) uno di questi insegnanti riassume il suo atteggiamento dicendo, "Li tieni lontano dalla strada e li fai divertire un po' e ti sei guadagnato da vivere". In tali contesti, la collaborazione tra colleghi è praticamente impossibile, e di fatto è raro trovare nei film hollywoodiani insegnanti che agiscano oltre i confini ristretti della propria classe.

Altrettanto può dirsi del rapporto tra il "buon" insegnante e i suoi superiori, e, in generale, con l'istituzione-scuola, spesso rappresentata da presidi/manager preoccupati soltanto di mantenere l'ordine e la disciplina e di far rispettare il "programma" ufficiale, in modo da cercare di far ottenere buoni voti nei test standadizzati con cui viene misurato il successo accademico (e, in un sistema scolastico come quello americano, caratterizzato da competizione anche tra scuole, il successo della loro scuola ed i relativi finanziamenti).

In Pensieri pericolosi (vedi qui sopra), la Prof.ssa Johnson (Michelle Pfeiffer), dopo essere stata per nove anni nei Marines, si ritrova ad insegnare in un liceo, ad una classe violenta, al limite della delinquenza. Senza scoraggiarsi, l'insegnante capisce che il "programma" ufficiale è lontanissimo dagli interessi e dalla sensibilità dei suoi studenti, e non esita a compiere scelte alternative anche molto radicali, come quella di insegnare il karatè in classe. Nella scena qui sopra, la vediamo affrontare il preside, che le ricorda i suoi doveri istituzionali e la invita a seguire il "programma" definito dalla scuola senza modifiche nè alternative. Inutile dire che la Prof.ssa Johnson continuerà con i suoi metodi innovativi e trasformerà i suoi studenti/teppisti in una classe di studenti brillanti.

Being "outsiders" with respect to the school system and its rigid conventions, good" teachers inevitably find themselves in more or less violent contrast with their colleagues: these are often described as apathetic or even cynical people who are resigned to a routine work with no result for their students, or are openly opposed to any change leading to a modification of the status quo or requiring them to question or challenge their ways of doing. As one of these teachers from Up the down staircase (by Robert Mulligan, USA 1967) summarizes her pedagogical philosophy, “You keep them off the streets and you give them a bit of fun and you’ve earned your keep.” In such contexts, cooperation between colleagues is virtually impossible, and it is seldom that we find teachers acting beyond the narrow limits of their class in Hollywood cinema.

The same can be said of the relationship between the "good" teacher and her/his headmaster, and, more generally, the school as an institution, which is often represented by headmasters/managers who are only concerned with maintaining order and discipline and getting teachers to strictly adhere to the official "curriculum", so that students can get good marks in the standardized tests which measure academic success (and, in a school system, like the American one, featuring high competition between schools, the success of
their school and the relevant financial resources).

In
Dangerous minds (see above), Prof. Johnson (Michelle Pfeiffer), after spending a few years in the Marines, finds herself teaching in a high school and having to face a violent, almost delinquent, class. Without getting discouraged, the teacher realizes that the official "syllabus" is very far from her students' interests and character and does not hesitate to make alternative, even radical, choices, like teaching karate in class. In the sequence above, we see her facing her headmaster, who reminds her of her institutional duties and invites her to follow the school  "curriculum" with no changes or alternatives. Needless to say, Prof. Johnson will continue teaching with her innovative methods and will change her hoodlum/punk students into a class of brilliant students.

                        

Freedom writers (di/by Richard Lagravenese, USA 2006)

Anche la Prof.ssa Gruwell (Hilary Swank) in Freedom writers deve fronteggiare l'aperta ostilità dell'istituzione: la vediamo nella prima scena, mentre cerca di difendere il suo programma con la preside, che si è adattata ad una scuola popolata soprattutto da studenti con difficoltà di apprendimento, in situazioni disagiate se non addirittura provenienti da riformatori e sottoposti a libertà vigilata. E' invece proprio il contesto in cui la Prof.ssa Gruwell intende insegnare, avendo scelto una scuola che prevede, almeno formalmente, un programma di "integrazione". Anche dopo i successi ottenuti con i suoi studenti, l'insegnante deve fronteggiare l'opposizione di preside e colleghi: nella seconda scena, la vediamo cercare di difendere strenuamente la sua posizione anche di fronte a colui che chiameremmo "il provveditore agli studi".

La contrapposizione tra il "buon" insegnante e l'istituzione-scuola costituisce ovviamente uno degli snodi drammatici di questi film, e contribuisce allo sviluppo della trama verso il suo (quasi) inevitabile "happy ending", ma di per sè non implica una visione politica veramente "alternativa" ed innovativa. L'insegnante e l'istituzione parlano linguaggi differenti e spesso incomprensibili tra loro, dunque non c'è possibilità di dialogo vero. Il cambiamento che l'insegnante riesce a realizzare riguarda la sua classe, i suoi studenti, ma non coinvolge nessun altro, e dunque non implica una benchè minima trasformazione del contesto.

6d. Il "buon" insegnante personalizza il curricolo per i suoi studenti
Prof. Gruwell (Hilary Swank) too, in Freedom writers, must face the institution's open hostility: we see her in the first sequence, as she is defending her programme with her headmaster, who has got used to managing a school full of students with learning disabilities, who live in poor conditions and often come from reform schools or are subject to probation. This is, on the contrary, the context where Prof. Gruwell has deliberately chosen to teach, by selecting a school which offers, at least formally, a programme of "integration". Even after she has had good results with her students, the teacher must face the headmaster's, as well as her colleagues', opposition; in the second sequence, we see her trying to stand up for her position with the school district's manager.

The juxtaposition between the "good" teacher and the school as an institution is of course at the heart of the dramatic development of these movies, towards an (almost) inevitable happy ending, but in itself does not imply a really "alternative" and innovative political vision. The teacher and the institution speak two different languages and are bound to not understand (or misunderstand) each other - no true dialogue is therefore possible. The change that the teacher manages to achieve concerns her/his class only, her/his students, but does not involve anybody else, and thus has no implication whatsoever for a real transformation of the context.



6d. The "good" teacher personalizes the curriculum for her/his students
   
          
La scuola della violenza/To Sir, with love (di/by James Clavell, GB 1967)

Il "buon " insegnante, riconoscendo i contesti difficili in cui si ritrova a lavorare, è di solito molto flessibile: tralascia senza troppe esitazioni il "programma" o curricolo istituzionale e cerca innanzitutto di creare un rapporto di fiducia con i suoi studenti, proponendo loro attività che siano più vicine ai loro interessi e che in qualche modo riconoscano la peculiarità dei loro problemi e delle situazioni difficili che devono affrontare dentro, ma soprattutto, fuori della scuola.

In La scuola della violenza (video italiano qui sopra sulla sinistra, al minuto 22:42), che è però un  film inglese, il Prof. Thackery (Sidney Poitier) si rende improvvisamente conto che i suoi studenti sono solo ragazzi, e da lì deve partire: entra in classe e, nello stupore generale, getta i libri nel cestino: "Quelli non servono, o almeno non servono a voi ... da oggi sarete trattati come adulti ... ci sarà un colloquio continuo, tra voi e me ...". Poi, quando una studentessa entra in classe in ritardo senza nè salutare nè scusarsi, Thackery le impone di uscire e rientrare "come un adulto che entra con dignità". Poi prosegue, elencando le "norme di cortesia" che d'ora in poi verranno osservate in classe: come ci si deve chiamare, come si devono comportare le ragazze, poi i ragazzi ... "Di cosa ci parla, professore?", chiede un ragazzo, e Thackery: "Della vita ... dell'amore ... del lavoro ... della morte .. del sesso ... del matrimonio ... di rivoluzioni ... di tutto ciò che volete ...". Un programma ovviamente ben distante da ciò che Thackery sarebbe tenuto ad insegnare. Il "suo" programma è fatto allo stesso tempo di regole precise e di apertura al mondo, di autorevolezza dell'insegnante, di amicizia e calda affettività, di responsabilità reciproca.
"Good" teachers realize the difficult contexts in which they happen to work and are usually very flexible: they put aside with no hesitations the official "syllabus" or curriculum and first and foremost try to build a climate of trust with their students. They set up activities close to their interests and which somehow recognize the peculiar nature of their problems and of the difficult situations that they have to face inside, but mostly outside, the school.

In To Sir, with love (English video on the right above), which, however, is an English movie, Prof Thackery (Sidney Poitier) suddenly realizes that his students are only children, and that must be his starting point: he comes into the classroom and, to everybody's surprise, throws the books into the waste basket: "Those are of no use, or at least are of no use to you ... from now on you will be treated as adults by me and by each other ... we are just going to talk, you and I ...". Then , when a student arrives late and comes into the classroom almost shouting, without greeting or apologizing, Thackery obliges her to go out and come back "as an adult, a lady with dignity". Then he goes on, listing the "courtesies" that will have to be shown by everybody: how they must address each other, how girls should behave, then how boys should ... "What are we going to talk about, Sir?", asks a boy, and Thackery answers, "We'll talk about life ... love ... work ... death ... sex ... marriage ... revolutions ... we'll talk about anything you want ...". This is clearly a "syllabus" which is quite different from the one Thackery is supposed to teach. His "syllabus" is made up, at the same time, of precise rules and an open view of the world, of teacher's authority, of friendship and affect, of mutual responsibility.

   
    
Figli di un Dio minore/Children of a lesser God (di/by Randa Haines, USA 1986)
 
     
In Figli di un dio minore, il Prof. Leeds (William Hurt), che insegna ad una classe di sordomuti, comincia la lezione restando in silenzio, sconcertando così gli studenti. Poi, fingendo comicamente di svenire, attira la loro attenzione, innanzitutto chiedendo quanti di loro sanno leggere le labbra ... poi chiede loro un buon motivo per cui dovrebbero imparare a parlare. "Per agganciare le ragazze", risponde uno studente. L'insegnante ne approfitta per organizzare un piccolo "gioco di ruoli": fa sedere due ragazze (che devono far finta di saper parlare) di fronte a due ragazzi (che devono cercare di comunicare con loro). Successivamente, mettendosi a testa in giù, chiede agli studenti come farebbero in quella posizione a chiedere a qualcuno di restituire del denaro: "Non potreste usare le mani, dovreste parlare ...". Chiaramente, utilizzando il linguaggio verbale, un po' di lingua dei segni e molta "fisicità", il Prof. Leeds cerca di motivare i suoi studenti partendo dal punto in cui sono, facendoli cioè uscire dall'apatia e, forse, dalla rassegnazione.
In Children of a lesser God, Prof. Leeds (William Hurt), who teaches a class of deaf-mutes, starts his lesson in silence, thus disconcerting his students. Then, pretending to faint, catches their attention, at the same time asking them how many can read lips .. then he asks them for a good reason why they should learn to talk. "To pick up a girl", answers a student. The teacher picks up on this to put up a sort of "role game": he sits two girls (who must pretend they can talk) opposite two boys (who must try to communicate with them). Then, standing upside down, asks the students how they would manage in that position to ask someone to give them back some money: "You couldn't use your hands, you should talk ...". Clearly, by using verbal language, a bit of sign language and a lot of "physical" action, Prof Leeds tries to motivate his students starting from where they are, getting them out of their apathy and maybe, resignation.

                      
Ti va di ballare?/Take the lead (di/by Liz Friedlander, USA 2005) - Video 1

    
Video 2 (italiano)                                                                                                      Video 3 (English)
 

Naturalmente, la necessità dello spettacolo conduce a volte le sceneggiature dei film a momenti di (quasi) inverosimiglianza se non di ridicolo involontario: in Ti va di ballare?, al Prof. Dulaine (Antonio Banderas), insegnante franco-ispano-americano di ballo da sala, capita di doversi prendere in carico una masnada di ragazzi disagiati e disadattati, in un "doposcuola punitivo". Data la sua preparazione, pensa bene di "sedurli" mostrando loro uno strepitoso numero di tango (Video 1): la prima pietra per connettersi con il loro mondo e, successivamente, come abbiamo visto avvenire nella maggioranza dei film hollywoodiani, per "redimerli" e farli persino partecipare ad una gara ...

Ma Hollywood non rinuncia al messaggio pedagogico, e in questo caso ci offre un esempio particolarmente chiaro dell'"immagine" della scuola che film come questo trasmettono. Nel Video 2, il Prof. Dulaine deve difendersi, di fronte ad un'assemblea dell'associazione genitori-insegnanti, dall'accusa di perdere tempo con un'attività "totalmente improduttiva", e lancia il suo messaggio: "Fare qualcosa, qualunque cosa, è difficile ... è più facile colpevolizzzare il padre, la madre, l'ambiente, il governo, la mancanza di denaro ... ma anche se trovate un colpevole a cui attribuire la colpa, questo di certo non elimina i problemi ... Io provo a fare qualcosa di nuovo .. ci provo almeno ...". Poi invita a ballare la preside e dice: "Se lei mi permette di guidare, ha fiducia in me ... ma ancora più di questo, ha fiducia in se stessa ... Ecco, io in questa scuola insegno danza, e con essa una serie di regole, che insegnano ai vostri ragazzi il rispetto, il lavoro di squadra, e la dignità ... e questo contribuirà a dar loro una visione del futuro che potrebbero avere ...".

7. Una prima conclusione provvisoria

Come abbiamo già avuto occasione di dire, i film hollywoodiani sposano molto spesso la "teoria della povertà": le cause del disadattamento sociale, delle difficoltà di apprendimento, della mancata integrazione etnica e culturale non sono da ricercare in scelte politiche della classe dirigente, ma nella mancata adesione degli studenti e delle loro famiglie ai valori tradizionali della classe media americana: individualismo, impegno, motivazione, spirito di sacrificio, ecc. Nonostante negli ultimi decenni si siano moltiplicate, anche attraverso il cinema, le critiche agli insegnanti inefficienti e al sistema scolastico burocratizzato e improduttivo, rimane la convinzione che basti un insegnante illuminato (anzi, molto di più: un "superteacher"), che, anche senza un'adeguata preparazione professionale, sia pronto a dedicare tutto se stesso ai suoi studenti, attuando pratiche didattiche anche fuori dal comune, in modo da facilitare loro l'accesso proprio a quei valori della classe media dominante che sono la chiave del successo personale in una società altamente competitiva e meritocratica. Per questo gli insegnanti hollywoodiani, pur nelle imprese eccezionali che compiono nei confronti di una singola classe (e a volte anche di un singolo studente) non attuano mai veramente un'azione politica radicale che metta in discussione lo status quo ed il conformismo imperante: anzi, il pubblico a cui i film sono diretti può anche commuoversi di fronte a queste storie edificanti, ma può uscire tranquillo dalla sala, sicuro che le dimensioni profonde della struttura istituzionale non sono state intaccate.

In definitiva, l'happy ending che caratterizza molti film hollywoodiani è spesso ambiguo. "Il benintenzionato riformatore borghese alla fine ha successo proprio quando il fallimento sembra imminente. Il successo, tuttavia, non è misurato in termini di cambiamenti istituzionali o sociali, ma in termini dell'adorazione degli studenti per l'insegnante-eroe. Con una tale ammirazione da parte dei suoi studenti, l'insegnante-eroe "conservatore-compassionevole" continua a lavorare con loro. Questo è il momento della verità in questi film - la prova per l'insegnante-eroe che gli studenti sono stati "riformati" con successo. Essi sono progrediti da animali di classe inferiore a rispettabili studenti borghesi che finalmente capiscono e apprezzano gli sforzi del loro eroe borghese. Le loro vite turbolente sono state trasformate da un essere umano premuroso e impegnato" (Nota 4)

Obviously, the need to ensure an enjoyable "show" sometimes leads film scripts to(almost) implausible - if not ludicrous - moments: in Take the lead, Prof. Dulaine (Antonio Banderas), a French-Latin-American teacher of ballroom dancing, happens to be put in charge of a bunch of poor, maladjusted boys and girls during a sort of "detention" period. Given his preparation, he thinks he can "seduce" them by showing them a fascinating tango number (Video 1): the first step in connecting with their world and, later on, as we have seen in most Hollywood movies, in "redeeming" them and even getting them to take part in a ballroom contest ...

However, Hollywood does not give up sending out a pedagogical message, and in this case offers us a particularly clear example of the "image" that movies like this one convey. In Video 2, Prof. Dulaine must defend himself, in front of a meeting of the parents-teachers association, when accused of wasting time with a "totally unproductive" activity, and launches his message: "To do something, anything, is
hard ... it's much easier to blame your father, your mother, the environment, the government, the lack of money ... but even if you find a place to assign the blame,
it doesn't make the problems go away ... I'm trying something new ... I'm trying ...". Then he invites the headmaster to dance with him and says, "If she allows me to lead, she's trusting me ... but more than that, she's trusting herself ...

What I do here, in this school, I teach dance, and with it a set of rules, and we teach your kids more respect, teamwork, and dignity ... and that will help to give them a vision of the future they could have ...".

7. A temporary conclusion

As we already mentioned, Hollywood movies often share the "theory of poverty": the causes of social maladjustment, of learning disabilities, of the missing ethnic and cultural integration are not to be found in the ruling class's political choices, but in the students' and their families' missing adherence to the traditional values of American middle class: individualism, commitment, motivation, self-sacrifice, etc. Although in the past few decades movies have shown an increasing criticism of inefficient teachers and of a bureaucratic, unproductive school system, there is still the belief that it is enough to have enlightened teachers (or rather, "superteachers") who, even without an appropriate professional preparation, are ready to devote all their life to their students, by providing even uncommon teaching practices, so that they can help them to access those very values of the ruling class which are the key to personal success in a highly competitive and meritocratic society. This is why Hollywood teachers, although they reach exceptional aims with a single class (and sometimes even with a single student) never really carry out a radical political action which may question the
status quo and the ruling conformism: the viewers who are the target of these movies can be moved when watching these "uplifting" stories, but can also peacefully leave the theatre, being sure that the deep dimensions of the institutional structure have not been injured.

By and large, then, the "happy ending" which appears in many Hollywood movies is often an ambiguous one: "The well-intentioned middle-class reformer ultimately succeeds just when failure seems imminent. Success, however, is measured not by any institutional or social changes, but by the adoration of the students for the teacher-hero. With such admiration from the students, the “compassionately conservative” teacher-hero continues to work with the students. This is the moment of truth in these movies—proof to the teacher-hero that the students have been successfully reformed. They have progressed from lower-class animals to respectable middle-class students who finally understand and appreciate the efforts of their middle-class hero. Their troubled lives have been compassionately transformed by a caring and concerned human being" (Note 4)

Fine della Prima parte. La Seconda parte sarà disponibile a ottobre 2019


End of Part 1. Part 2 will be available in October 2019

 

Note/Notes

1. Burbach H.J., Figgins M.A. 1993. "A thematic profile of the images of teachers in film", Teacher Education Quarterly, Vol. 20, No. 2.
2. Cuban L. 2015. "From superhero teacher to bad teacher: Hollywood films then and now (Part 1), https://larrycuban.wordpress.com/2015/05/28/from-superhero-teacher-to-bad-teacher-hollywood-films-then-and-now/
3. Hill D. 1995. "Tinseltown teachers: A guide to teachers in film", Education Week Teacher, March 1st, https://www.edweek.org/tm/articles/1995/03/01/6tinsel.h06.html
4. Bulman R.C. 2002. "Teachers in the 'hood: Hollywood's middle-class fantasy", The Urban Review, Vol. 34, No. 3, https://theavarnagroup.com/wp-content/uploads/2015/11/Teachers-in-the-Hood.pdf
5. Hutcheson R. 2001. "Bush calls for faith-based "assault on poverty", Sacramento Bee, p. A-15
6. Dalton M.M. 1995. "The Hollywood Curriculum: who is the ‘good’ teacher?", Curriculum Studies, 3:1, pp. 23-44, https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/0965975950030102

 

Per saperne di più ...

* Dal sito del Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l'infanzia e l'adolescenza:
   - Maestri del cinema. La figura dell'insegnante nel film e nel documentario
   - Percorsi (auto)formativi e scrittura del sè: per una riflessione sulla figura dell'insegnante nel cinema
   - Davanti o dietro la cattedra
* Dal sito del Dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Verona:
   Film a tema educativo, formativo e scolastico - una ricca filmografia commentata
* Dal sito UNLA - Mediateca Centro Servizi Culturali - Oristano:
   Mediateca La Scuola - un'altra ricca filmografia ragionata
* Dal sito La vita scolastica - Giunti scuola:
   Maestri e maestre al cinema
* Dal sito The movie connection:
   Momenti di cinema che hanno "fatto scuola"
* Dal sito didaweb.net:
   L'immagine degli insegnanti italiani: giornali, cinema, televisione, letteratura
  
Want to know more?

* From Larry Ferlazzo's Websites of the Day:
   - The best places to learn about (and view video clips of) teachers in the movies
* From College English:
   - Indecent proposals: Teachers in the movies by D.M.Bauer
* From the IMDb website:
   - Movies involving Portrayals of Real Life Teachers by zzzorf
* From the Oswego State University of New York website:
   - Representation of teachers in 60 years of film: A database promoting critical analysis of teacher image with regard to race, class, and gender by B.Beyerbach
* From the Universal Journal of Educational Research:
   - Teachers in Film: Inspiration for Autonomous and Transformative Teaching or a Warning against It? by O.Schwarz-Franco
* From the Grantland website:
   - Polishing the apple: What "Dangerous Minds" and other movies get right and wrong about teachers by S.Serrano
* See also the Notes above.


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