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Femmes fatales: al cinema con le dark ladies

La narrazione cinematografica
La narrazione cinematografica
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La Hollywood classica: il cinema della continuità

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Hitchcock: il primato del visivo sul verbale
Billy Wilder: un regista tra due culture

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Aspettative, atteggiamenti e strategie: un ponte tra schermo e spettatore

Psicologia dei personaggi e attribuzioni causali degli spettatori

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La scuola al cinema: didattica e relazioni educative

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In evidenza questo mese ... 

Omaggio a una città:

New York

Una carrellata delle migliori scene dai film che hanno come sfondo (e spesso come protagonista) la "Grande mela"

 

Femmes fatales:

al cinema con le "dark ladies"

(Prima parte)

La femme fatale è un attrice in ogni senso della parola. Lei mente, imbroglia, fa il doppio gioco, uccide persino le sue vittime, e poi piange, urla, canta, o sussurra parole di affetto al protagonista maschile per conquistarlo, per poi ingannarlo di nuovo. Sembra che ogni cosa che dice o fa sia una falsificazione della verità, e la sua motivazione (anche se spesso anche questa è ambigua) è di solito l'avidità. Se le sue azioni non sono sufficienti ad intrappolare il protagonista maschile in modo da farlo infatuare di lei, conducendolo alla sua distruzione, la sua bellezza esteriore di solito funziona. Alcune delle più evidenti caratterisatiche dell'aspetto esteriore della femme fatale comprendono una sigaretta, lunghe gambe sexy che spesso dominano l'inquadratura, labbra piene e voluttuose, una magnifica chioma di capelli ondulati che incorniciano perfettamente il suo volto, e un abbigliamento che è spesso vistoso: scialli e cappotti di pelliccia, lunghi guanti fino ai gomiti, vestiti da sera che scintillano e luccicano, vestiti che mostrano gambe, il solco tra i seni, braccia, schiena, e/o spalle, e un paio di sexy tacchi a spillo (Michelle Mercure)




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This month's highlights ... 

Homage to a city:

New York

 A collage of the best sequences from the movies where the "Big apple" stars as the background (if not as the main character)

 

Femmes fatales:

 dark ladies at the movies

(Part 1)

The femme fatale is an actress in every sense of the word. She lies, cheats, double-crosses, even murders her victims, and then cries, screams, sings, or whispers words of affection to the male protagonist to win him over, only to double-cross him again. It seems that everything she says and does is a fabrication of the truth, and her motive (although it too is often ambiguous) is usually greed. If her act isn’t enough to snare the male protagonist into becoming infatuated with her, leading him to his destruction, her outward beauty will usually do the trick. Some of the most prominent characteristics of the outward appearance of the femme fatale include a cigarette, long, sexy legs that often dominate the frame, thick, luscious lips, gorgeous, wavy hair that frames her face perfectly, and an attire that is often very flashy: fur shawls and coats, long gloves that extend to the elbows, evening gowns that shimmer and sparkle, clothing that reveals legs, cleavage, arms, back, and/or
shoulders, and a sexy pair of high heels  (Michelle Mercure)

Topics

Genres

Film genres
Film noir
Horror movies
Musical

Femmes fatales: dark ladies at the movies

Film narration

Film narration
Point of view
Narrators
Classical Hollywood: the cinema of continuity


Directors
Hitchcock: the primacy of visual over verbal

Billy Wilder: a director between two cultures

Psychology of cinema
Expectations, attitudes and strategies: a bridge between screen and audience

Characters' psychology and viewers' causal attributions

School at the movies
School at the movies: teaching and educational relationships

Images of teachers in Hollywood cinema


 

 
  Prossimamente su cinemafocus.eu

Billy wilder, un regista tra due culture:
 dietro l'apparenza, sotto l'allusione



Chi non ri ricorda la gonna di Marilyn che si solleva sopra una grata della metropolitana? O Tony Curtis e Jack Lemmon travestiti da donna in A qualcuno piace caldo? Eppure, il regista di questi film non è altrettanto famoso di Hitchcock o Woody Allen. Nato in Europa ma trasferitosi presto a Hollywood, Billy Wilder ha diretto grandi classici di generi diversi, dal noir di La fiamma del peccato al dramma di Viale del tramonto, smascherando le ipocrisie e le falsità di tutta una società con un sottile gioco di apparenze ed allusioni ...
 Coming soon at cinemafocus.eu

Billy Wilder, a director between two cultures:
 behind appearances, beneath allusions



Who doesn't remember Marilyn's skirt floating over a subway grating? Or Tony Curtis and Jack Lemmon disguised as women in Some like it hot? And yet, the man who directed these movies is not as famous as Hitchcock or Woody Allen. Born in Europe but soon adopted by Hollywood, Billy Wilder directed several classics in different genres, from noir (Double Indemnity) to drama (Sunset Boulevard), exposing the hypocrisy and duplicity of a whole society through a subtle web of appearances and allusions ...




 
   

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